Per molti di noi, il rapporto con la sveglia è una relazione complicata: ci sveglia, la odiamo, poi premiamo “snooze” (dispositivo che permette di interrompere momentaneamente la suoneria e di farla ripartire dopo qualche minuto) e le vogliamo un po’ più bene. Ma c’è un mistero che intriga milioni di dormiglioni: perché lo snooze per impostazione predefinitadura 9 minuti? Non 5, non 10, non 7, proprio 9…
Di primo acchito potrebbe sembrare una scelta bizzarra, invece questo numero nasconde una storia affascinante che nasce molto prima delle sveglie digitali o degli smartphone. Tutto inizia con le vecchie sveglie meccaniche, quelle con i due campanelli che suonavano come se la stanza fosse stata invasa da un allarme antincendio. In quegli orologi, lo snooze era un’aggiunta ingegnosa ma limitata dai meccanismi interni, gli ingranaggi infatti non permettevano di impostare un intervallo troppo preciso come 10 minuti, sarebbe stato troppo complesso. Nove, invece, era un numero tecnicamente semplice da ottenere con la disposizione delle ruote dentate.
Così, più per necessità meccanica che per filosofia del sonno, nacque il mitico snooze da 9 minuti.
Poi arrivarono le sveglie digitali, che avrebbero potuto scegliere qualsiasi durata: 8 minuti e 42 secondi, 11 minuti e 3 secondi o perfino un poetico “quando ti senti pronto”. Ma gli ingegneri, per tradizione e forse anche per un pizzico di superstizione tecnologica, decisero di mantenere il numero storico. Ed è così che un’eredità degli ingranaggi del passato è sopravvissuta dentro le nostre sveglie digitali e dentro ai nostri smartphone ultramoderni.
C’è anche una teoria più “psicologica”, non ufficiale ma molto simpatica: 9 minuti sono abbastanza per fare finta di dormire ancora un po’, ma non abbastanza per ricadere in un sonno profondo. Una specie di illusione gentile, un compromesso tra le esigenze della vita e la tentazione irresistibile del piumone.
Il bello è che nel tempo questo intervallo è diventato quasi un simbolo culturale. Il “solo altri nove minuti” (in realtà la maggior parte di noi dice “cinque minuti” ma non volevo rovinare il racconto, ndr.) è la promessa che facciamo a noi stessi ogni mattina, sapendo benissimo che presto ci ritroveremo a negoziare un nuovo “giuro che è l’ultima volta”.
Molti dispositivi permettono di cambiare la durata dello snooze, certo, ma il 9 rimane un classico intramontabile: come la pizza margherita o il gelato alla vaniglia
Quindi, la prossima volta che premi quel tasto magico, ricorda: non è solo un numero a caso, è un piccolo pezzo di storia dell’ingegneria.